No Other Land – Recensione DVD del documentario Premio Oscar

Grazie agli amici di CG Entertainment ho potuto vedere in Home Video (che potete comprare cliccando Qui) il documentario Premio Oscar del 2025, dove vediamo dei registi che riprendono l’esercizio israeliano che manda via dei palestinesi dalle loro abitazioni solo perché il tribunale ha deciso che quel terreno aspetta all’esercizio per future esercitazioni.

No Other Land è un documento diretto da 4 ragazzi: Basel Adra (At-Tuwani, 13 giugno 1996) che vediamo quasi sempre davanti alla telecamera ed è quello che ha rischiato di più (ma ne parleremo più avanti), Yuval Abraham (Be’er Sheva, 1995), anche lui compare qualche volta davanti allo schermo. Le altre due persone invece sono Hamdan Ballal e Rachel Szor (Gerusalemme, 1994) che ha curato la fotografia, loro quattro fanno parte di un collettivo israelo-palestinese che ha scritto, diretto e montato il film che ha debuttato al Berlino Film Festival del 2024, fino ad arrivare a vincere il Premio Oscar per il miglior documentario nel 2025.

Il documentario è stato girato nel corso di 4 anni (in piena pandemia) dal 2019 al 2024, documenta gli sforzi di Basel Adra ed altri attivisti palestinesi di opporsi alla distruzione del loro villaggio natale di Masafer Yatta, situato nel governatorato di Hebron in Cisgiordania, perché il tribunale ha deciso che quelle terre sono di Israele per farci dei campi per il tiro al bersaglio per addestrare i militari con le armi, ma anche i campi per provare i carri armati.

Le immagini sono veramente strazianti perché vediamo ruspe che rompono case, dove fino a 5 minuti prima avevano persone, costrette ad abbandonare tutto e alcune volte non gli danno neanche il tempo per prendere le loro cose da casa. Ovviamente la gente cerca di opporsi ma loro sono l’esercito e non si fanno problemi a sparare (infatti hanno sparato allo zio del regista solo perché voleva proteggere la loro casa). Purtroppo in quelle terre non c’è più nessun diritto, ma il problema sono proprio gli stati occidentali che non fanno nulla, anzi l’Italia, Germania e Stati Uniti hanno “legalizzato” tutto questo dando le armi come nulla fosse.

Basel addirittura in una scena del documentario ha rischiato di essere malmenato dall’esercito ed essere arrestato, ma essendo un giornalista con tanto di tesserino internazionale non possono fargli nulla, infatti la mattina dopo vanno ad arrestare il padre.

La cosa ancora più tragica che buttano giù anche le giostre per i bambini, che ormai anche loro non hanno più un futuro in quella città, ma infatti probabilmente gli adulti stanno lottando proprio per quello, per garantire un futuro ai loro figli e per chi verrà dopo. Ma se non bastasse l’esercito irailiano viene appoggiato dai coloniali, che sarebbero delle persone fuorilegge, ma essendo israeliani, si alleano per mandare via i palestinesi, che come tutti sanno, la Palestina non viene riconosciuta da Israele e quindi prevale il bene comune e quindi li sfruttano per mandarli via.

In questa scena suggestiva, che vedete qui sopra, i due registi, quasi alla fine del documentario si chiedono se mai un giorno avranno una famiglia e l’altro gli risponde che al momento non ci pensa alla famiglia perché al momento loro non hanno diritti, figuriamoci dei bambini piccoli, quindi finché rimarrà così sarà impossibile fare figli in questa terra, ma ovviamente entrambi combatteranno con l’unica arma possibile, la telecamera.